Tash-Bashat,
Таш-Башат,
precedentemente chiamato Kalinin, è un villaggio della regione di
Naryn, situato su un altopiano a 2350 mt s.l.m. tra i monti del Tian
Shan.
Una
vasta pianura circondata da montagne brulle lascia subito intendere
quanto remoto possa essere questo posto, in passato attraversato
dalla “via della seta”.
Gli
abitanti sono pochi (nel 2009 l’ultimo censimento ne contava 1259),
ma qui a Tash-Bashat c’è un senso di solidarietà davvero
spiccato. Ad esempio tutta la comunità del villaggio ha collaborato
alla costruzione dei nuovi edifici scolastici e del centro sanitario.
Ogni famiglia ha contribuito in base alle proprie possibilità
all’acquisto di un trattore condiviso. I giovani si offrono di
lavorare nei campi comunitari senza retribuzione, e i guadagni
acquisiti da queste attività vengono utilizzati per investire in
infrastrutture a servizio dell’intera comunità.
Il
clima continentale con brevi estati ed inverni molto rigidi
caratterizza tutta la regione, eppure Tash-Bashat è circondato da
vasti e ricchi pascoli destinati all’allevamento. Questa attività
coinvolge tutte le famiglie del villaggio e ne rappresenta a volte la
sola fonte di reddito; il bestiame oltre a rappresentare la base per
l’alimentazione degli abitanti del villaggio durante l’inverno,
funge da mezzo di trasporto e da principale mezzo finanziario in
quanto gli animali allevati in queste terre sono considerati di altra
qualità e ben vendute nei mercati di Tokmok o At-Bashy.
Tash-Bashat
finì sulle pagine del New York Times quando nel 2006 venne
pubblicata la notizia di una foresta a forma di svastica presente
sulle montagne nei pressi del villaggio.
Le origini di questa svastica di 180 metri non sono chiare e molte sono le ipotesi e le leggende che la circondano.
C'è chi dice che sia stata piantata da prigionieri di guerra tedeschi della seconda guerra mondiale, oppure da coltivatori kirghisi sotto indicazioni di un simpatizzante nazista che era stato esiliato in Kirghizistan. C'è chi sostiene che sia stata creata negli anni '30 a simboleggiare l'amicizia tra sovietici e tedeschi dell'epoca, mentre altri ancora che questa foresta si rifaccia ad un antico simbolo indù usato molto prima della salita al potere del nazismo. Questa proposta è tra le meno plausibili in quanto gli alberi sono stati piantati nella metà del ventesimo secolo, quando ormai i nazisti avevano già corrotto il significato del simbolo all'interno della cultura popolare.
Poco
distante troviamo la foresta di Pitomnik Bugu-Maralov che come molte
boscaglie di frutta e noci del Kirghizistan è un punto caldo della
biodiversità e di grande importanza per le persone che ci vivono, in quanto ospita una gran quantità di specie selvatiche di alberi da frutto.
Appena
fuori dal villaggio c'è un cimitero dalle strutture particolari,
forse tipiche della regione, ma non ho trovato informazioni on-line.
Potete comunque darci uno sguardo facendo un tour virtuale del posto.
Sei di
Tash-Bashat? Sei passato da qui durante le tue avventure
ripercorrendo i passi di Marco Polo? Facci sapere di più su questo
posto tanto remoto quanto tenace.
Fonti
e foto:
www.ru.wikipedia.org
www.nytimes.com
wwww.atlasobscura.com
www.rotasturisticas.com
www.taiwannews.com.tw
www.worldbank.org
www.researchgate.net
”Potentials and Challenges for Development in Naryn, Kyrgyzstan” Edisted by Andrei Dorre e Stefan Schutte.
www.nytimes.com
wwww.atlasobscura.com
www.rotasturisticas.com
www.taiwannews.com.tw
www.worldbank.org
www.researchgate.net
”Potentials and Challenges for Development in Naryn, Kyrgyzstan” Edisted by Andrei Dorre e Stefan Schutte.
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