Tash-Bashat - Kirghizistan

 


41°27′59″N 76°23′41″E

Tash-Bashat, Таш-Башат, precedentemente chiamato Kalinin, è un villaggio della regione di Naryn, situato su un altopiano a 2350 mt s.l.m. tra i monti del Tian Shan.
Una vasta pianura circondata da montagne brulle lascia subito intendere quanto remoto possa essere questo posto, in passato attraversato dalla “via della seta”.
Gli abitanti sono pochi (nel 2009 l’ultimo censimento ne contava 1259), ma qui a Tash-Bashat c’è un senso di solidarietà davvero spiccato. Ad esempio tutta la comunità del villaggio ha collaborato alla costruzione dei nuovi edifici scolastici e del centro sanitario. Ogni famiglia ha contribuito in base alle proprie possibilità all’acquisto di un trattore condiviso. I giovani si offrono di lavorare nei campi comunitari senza retribuzione, e i guadagni acquisiti da queste attività vengono utilizzati per investire in infrastrutture a servizio dell’intera comunità.
Il clima continentale con brevi estati ed inverni molto rigidi caratterizza tutta la regione, eppure Tash-Bashat è circondato da vasti e ricchi pascoli destinati all’allevamento. Questa attività coinvolge tutte le famiglie del villaggio e ne rappresenta a volte la sola fonte di reddito; il bestiame oltre a rappresentare la base per l’alimentazione degli abitanti del villaggio durante l’inverno, funge da mezzo di trasporto e da principale mezzo finanziario in quanto gli animali allevati in queste terre sono considerati di altra qualità e ben vendute nei mercati di Tokmok o At-Bashy.
Tash-Bashat finì sulle pagine del New York Times quando nel 2006 venne pubblicata la notizia di una foresta a forma di svastica presente sulle montagne nei pressi del villaggio.


Le origini di questa svastica di 180 metri non sono chiare e molte sono le ipotesi e le leggende che la circondano.
C'è chi dice che sia stata piantata da prigionieri di guerra tedeschi della seconda guerra mondiale, oppure da coltivatori kirghisi sotto indicazioni di un simpatizzante nazista che era stato esiliato in Kirghizistan. C'è chi sostiene che sia stata creata negli anni '30 a simboleggiare l'amicizia tra sovietici e tedeschi dell'epoca, mentre altri ancora che questa foresta si rifaccia ad un antico simbolo indù usato molto prima della salita al potere del nazismo. Questa proposta è tra le meno plausibili in quanto gli alberi sono stati piantati nella metà del ventesimo secolo, quando ormai i nazisti avevano già corrotto il significato del simbolo all'interno della cultura popolare.
Poco distante troviamo la foresta di Pitomnik Bugu-Maralov che come molte boscaglie di frutta e noci del Kirghizistan è un punto caldo della biodiversità e di grande importanza per le persone che ci vivono, in quanto ospita una gran quantità di specie selvatiche di alberi da frutto.
Appena fuori dal villaggio c'è un cimitero dalle strutture particolari, forse tipiche della regione, ma non ho trovato informazioni on-line. Potete comunque darci uno sguardo facendo un tour virtuale del posto.
Sei di Tash-Bashat? Sei passato da qui durante le tue avventure ripercorrendo i passi di Marco Polo? Facci sapere di più su questo posto tanto remoto quanto tenace.


Fonti e foto:

www.ru.wikipedia.org
www.nytimes.com
wwww.atlasobscura.com
www.rotasturisticas.com 
www.taiwannews.com.tw
www.worldbank.org
www.researchgate.net
Potentials and Challenges for Development in Naryn, Kyrgyzstan” Edisted by Andrei Dorre e Stefan Schutte.

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