Alofi - Niue

 

                                                          19.054°S 169.920°W

Mai sentito parlare di Alofi, capitale dello stato di Niue?

Ci troviamo nell'Oceano Pacifico a 2,400 km a nord-est della Nuova Zelanda, su una delle isole coralline più elevate al mondo, caratterizzata da scogliere calcaree che scendono a picco sul mare e circondata quasi interamente da una barriera corallina. Naturalmente queste peculiarità del territorio rendono difficile il raggiungimento dell'isola via mare tanto da tagliarla spesso fuori dalle escursioni programmate dalle navi da crociera.
Queste stesse difficoltà sono state affrontate anche dall'esploratore britannico James Cook nel 1774 quando solo dopo diversi tentativi riuscì a sbarcare a Niue battezzandola Savage Island (Isola Selvaggia) spaventato dall'accoglienza degli indigeni, di origine samoana e tongana, ricoperti da una pittura rossa scambiata per sangue.
Non ci furono altri contatti documentati con la civiltà europea fino al 1846 quando la London Missonary Society arrivò sull'isola.
Dopo un iniziale protettorato britannico, nel 1901 l'isola fu annessa alla Nuova Zelanda che le 1974 ne riconobbe l'indipendenza mantenendo uno status di libera associazione.
Non ci sono molte testimonianze sulla storia di questa piccola nazione salvo racconti tramandati oralmente circa la successione di sette re.
Alofi è la capitale meno popolosa al mondo con i suoi circa 400 abitanti (un terzo dell'intera popolazione isolana). L'isolamento geografico, le scarse risorse, la bassa popolazione unita ad un forte flusso migratorio verso Australia e Nuova Zelanda, rendono l'economia poco fiorente.


Alofi ospita l'unico centro medico dello Stato, il Taoga Niue Museum e appena fuori dall'abitato l'aeroporto che collega l'isola a Auckland. Non sono gli aspetti architettonici il punto forte quanto l'importante impatto naturalistico di tutta l'isola. Lungo le scogliere ci sono molte caverne, insenature e grotte sommerse che creano paesaggi davvero suggestivi.
E' possibile esplorare l'isola a piedi o in bici, oppure avventurarsi alla scoperta delle molteplici grotte. La scarsa presenza di turisti a volte dà l'impressione di essere soli e i primi a scoprire le bellezze naturali di Niue.
Altre attività che vanno per la maggiore sono la pesca sportiva, le immersioni e lo snorkeling sulla barriera corallina.


Gli abitanti sono accoglienti e genuini. Puoi ritrovarti immerso in una cultura vibrante condividendo con loro le celebrazioni e la vita quotidiana. Parlano quasi tutti sia il niueano che l'inglese. Sono molto rispettosi, cordiali e ospitali a tal punto che rifiutare un'offerta per una cena o una tazza di tè può essere considerato offensivo.
Tuttavia restano molto conservatori, vogliono la loro tranquillità: girare in costume da bagno nei centri abitati non è accettato, ed è meglio non ubriacarsi e creare problemi, c'è chi è stato espulso per questo.
La domenica è il giorno speciale per gli abitanti: è un giorno dedicato al riposo e al culto, molti vanno a messa la mattina e poi di nuovo al pomeriggio. Attività come la pesca, il kayak e le immersioni sono vietate dalla legge. Anche fare un bagno è vietato se non i località molto lontane dai villaggi.
In sostanza il turismo è ben accettato e riconosciuto come mezzo di sviluppo economico ma non per questo sono disposti, a ragione, a turbare la loro quotidiana tranquillità.
La criminalità è estremamente minima se non inesistente.


Qualcuno lo ha descritto come un mondo a parte, senza folla, senza code, senza semafori e con un ritmo di vita che molti desiderano.
Curiosità: la parola Niue non è usata nella lingua locale per riferirsi a quest'isola, significa infatti “Guarda! C'è una noce di cocco”.



Fonti e foto:
www.niueisland.com
www.wikitravel.org
www.bederjournal.com
www.en.wikipedia.org
www.expedia.com

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